SA国际传媒

Allestimento del presepe, proveniente dal Per霉, in piazza San Pietro per il Natale 2021 Allestimento del presepe, proveniente dal Per霉, in piazza San Pietro per il Natale 2021

Presepi: dal primo voluto da San Francesco a quelli del nostro tempo

脠 dedicata al presepe la nuova puntata di Doppio Click. La macchina del tempo radiofonica del programma della Radio Vaticana torna al Natale del 1223 a Greccio, al primo presepe vivente voluto da San Francesco. Nella lettera apostolica 鈥淎dmirabile signum鈥 Papa Francesco sottolinea che il poverello di Assisi realizz貌 鈥渦na grande opera di evangelizzazione鈥. Un鈥檕pera che oggi si rinnova attraverso presepi allestiti in tutto il mondo

Amedeo Lomonaco 鈥 Città del Vaticano

È il Natale del 1223. A Greccio la gente del luogo si raduna presso la grotta dove San Francesco e i frati andavano a pregare. Davanti ai loro occhi viene rappresentata per la prima volta la scena della Natività: il poverello di Assisi - scrive Tommaso da Celano, il primo biografo di San Francesco - vuole 鈥渞appresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato鈥.

CLICCA QUI PER ASCOLTARE IL PODCAST DELLA PUNTATA NUMERO 89 DI DOPPIO CLICK

Una nuova Betlemme

San Francesco aveva chiesto ad un amico, Giovanni da Greccio, di organizzare la rappresentazione della nascita di Gesù. Non uno spettacolo per i curiosi, ma la ricostruzione visiva di come quell鈥檈vento storico era accaduto. 鈥淯omini e donne - scrive Tommaso da Celano - arrivano festanti dai casolari della regione, portando ciascuno secondo le sue possibilità, ceri e fiaccole per illuminare quella notte, nella quale s'accese splendida nel cielo la Stella che illuminò tutti i giorni e i tempi鈥. 鈥淎rriva alla fine Francesco vede che tutto è predisposto secondo il suo desiderio, ed è raggiante di letizia鈥. Nella mangiatoia 鈥渟i pone il fieno e si introducono il bue e l'asinello鈥. 鈥淚n quella scena commovente - sottolinea Tommaso da Celano - risplende la semplicità evangelica, si loda la povertà, si raccomanda l'umiltà鈥. In quel Natale del 1223 Greccio è divenuta una nuova Betlemme. Da quella notte, in maniera semplice, artistica e in molteplici forme si rinnova la tradizione di rappresentare il Natale allestendo il presepe.

La lettera 鈥淎dmirabile signum鈥

鈥淚l mirabile segno del presepe, così caro al popolo cristiano, suscita sempre stupore e meraviglia鈥. È quanto scrive Papa Francesco nella  sul significato e il valore del presepe. In questo testo il Papa sottolinea che 鈥渞appresentare l鈥檈vento della nascita di Gesù equivale ad annunciare il mistero dell鈥橧ncarnazione del Figlio di Dio con semplicità e gioia鈥. Il presepe, scrive Papa Francesco, 鈥渟uscita tanto stupore e ci commuove鈥 perché 鈥渕anifesta la tenerezza di Dio鈥 che 鈥渟i abbassa alla nostra piccolezza鈥. È come 鈥渦n Vangelo vivo鈥: 鈥淢entre contempliamo la scena del Natale, siamo invitati a metterci spiritualmente in cammino, attratti dall鈥檜miltà di Colui che si è fatto uomo per incontrare ogni uomo. E scopriamo che Egli ci ama a tal punto da unirsi a noi, perché anche noi possiamo unirci a Lui鈥.

Con questa Lettera vorrei sostenere la bella tradizione delle nostre famiglie, che nei giorni precedenti il Natale preparano il presepe. Come pure la consuetudine di allestirlo nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ospedali, nelle carceri, nelle piazze... È davvero un esercizio di fantasia creativa, che impiega i materiali più disparati per dare vita a piccoli capolavori di bellezza. Si impara da bambini: quando papà e mamma, insieme ai nonni, trasmettono questa gioiosa abitudine, che racchiude in sé una ricca spiritualità popolare. Mi auguro che questa pratica non venga mai meno; anzi, spero che, là dove fosse caduta in disuso, possa essere riscoperta e rivitalizzata.

CLICCA QUI PER ASCOLTARE IL PODCAST DELLA PUNTATA NUMERO 89 DI DOPPIO CLICK

I segni del presepe

Nella lettera il Pontefice ricorda anche il presepe vivente voluto da San Francesco a Greccio nel Natale del 1223: 鈥淪an Francesco, con la semplicità di quel segno, realizzò una grande opera di evangelizzazione鈥. E passa in rassegna i segni del presepe. Innanzitutto il cielo stellato, nel buio e nel silenzio della notte. Anche nella notte, sottolinea Francesco, 鈥淒io non ci lascia soli, ma si fa presente鈥 e 鈥減orta luce dove c鈥è il buio鈥. I paesaggi fatti di rovine di case e palazzi antichi, 鈥渟egno visibile dell鈥檜manità decaduta鈥. Le montagne, i ruscelli e le pecore rappresentano tutto il creato. I pastori ci dicono che sono 鈥渋 più umili e i più poveri che sanno accogliere l鈥檃vvenimento dell鈥橧ncarnazione鈥. Le varie figure tra cui il fabbro, il fornaio, i musicisti, le donne che portano le brocche d鈥檃cqua, i bambini che giocano rappresentano 鈥渓a santità quotidiana, la gioia di fare in modo straordinario le cose di tutti i giorni, quando Gesù condivide con noi la sua vita divina鈥. Nella grotta ci sono Maria e Giuseppe. Maria è 鈥渓a testimonianza di come abbandonarsi nella fede alla volontà di Dio鈥. Giuseppe è 鈥渋l custode che non si stanca mai di proteggere la sua famiglia鈥. Nella mangiatoia c鈥è il piccolo Gesù: 鈥淣ella debolezza e nella fragilità nasconde la sua potenza che tutto crea e trasforma鈥. Quando si avvicina la festa dell鈥橢pifania, si collocano infine nel presepe le tre statuine dei Magi: 鈥渋nsegnano che si può partire da molto lontano per raggiungere Cristo鈥. 鈥淚l presepe - conclude Papa Francesco nella lettera apostolica Admirabilem signum - fa parte del dolce ed esigente processo di trasmissione della fede鈥: non è importante come si allestisce, 鈥渃iò che conta, è che esso parli alla nostra vita鈥.

La visita del Papa a Greccio

Per firmare la lettera apostolica Admirabilem signum, il . In quell鈥檕ccasione il Papa ha esortato a cogliere l鈥檈ssenziale: 鈥淚l presepe, che per la prima volta San Francesco realizzò proprio in questo piccolo spazio, a imitazione dell鈥檃ngusta grotta di Betlemme, parla da solo鈥. 鈥淒avanti al presepe - ha affermato il Pontefice - scopriamo quanto sia importante per la nostra vita, così spesso frenetica, trovare momenti di silenzio e di preghiera鈥. 鈥淚l silenzio, per contemplare la bellezza del volto di Gesù bambino. La preghiera, per esprimere il 鈥榞razie鈥 stupito dinanzi a questo immenso dono d鈥檃more che ci viene fatto鈥. Davanti a monti tanto cari a San Francesco, il Santo Padre ha poi invitato ad accogliere, come i pastori di Betlemme, 鈥渓鈥檌nvito ad andare alla grotta, per vedere e riconoscere il segno che Dio ci ha dato鈥. Il Papa ha anche indicato la direttrice verso cui guardare: 鈥淚mmedesimiamoci in Maria, che depose il suo Figlio nella mangiatoia, perché non c鈥檈ra posto in una casa. Con lei e con San Giuseppe, suo sposo, teniamo lo sguardo rivolto al Bambino Gesù鈥. 鈥淚l suo sorriso, sbocciato nella notte - ha detto infine il Papa durante la visita al santuario di Greccio nel 2019 - disperda l鈥檌ndifferenza e apra i cuori alla gioia di chi si sente amato dal Padre che è nei cieli鈥.

Il presepe peruviano a San Pietro

"Questo presepe rappresenta i valori del popolo di Huancavelica, del popolo peruviano, che manifesta la sua fede in Gesù che sempre ci accompagna, nonostante ogni crisi, ogni difficoltà, il Signore è sempre vicino a noi affinché possiamo emergere come comunità credente". Queste le parole pronunciate da monsignor Carlos Alberto Salcedo Ojeda, vescovo della diocesi di Huancavelica, durante la presentazione ai media del presepe della sua terra, che quest'anno è stato installato in Piazza San Pietro e accompagnerà tutte le celebrazioni liturgiche in Vaticano. Il vescovo di Huancavelica ha sottolineato che "questo presepe ha un significato molto grande per noi, questo presepe fatto da artisti e artigiani del posto rappresenta la fede e la speranza del popolo Chopcca, ma anche di tutto il popolo di Huancavelica e di tutto il Perù". Inoltre, il prelato ha detto che questo presepe rappresenta la fede in Gesù, quella speranza, che Lui ci accompagna e che possiamo superare la pandemia di Covid-19 e altre pandemie e raggiungere un Paese più unito, più giusto e più fraterno.

Lama e quinoa

Da parte sua, l'ambasciatore del Perù presso la Santa Sede, il signor Jorge Eduardo Román Morey, ha sottolineato che la presenza di questo presepe peruviano in Vaticano, "è un riconoscimento del bicentenario del Perù e  a tutti i popoli dell'America che stanno celebrando il loro bicentenario nel biennio 2020/21". Inoltre, l'ambasciatore ha detto che, "è un riconoscimento della ricchezza della cultura del Perù, ma anche a tutto il continente, ciò che abbiamo da offrire, in questo caso la regione di Huancavelica e la comunità di Chopcca". Per questo, c'è un presepe diverso da quello tradizionale, non sono i Re Magi che vengono sui cammelli, "questi Re Magi vengono con i lama, con gli alpaca e portano la quinoa, il mais delle Ande! Quello che portano nelle loro bisacce è il modo tradizionale di festeggiare negli altipiani del Perù, è la comunità di Chopcca che è conosciuta per essere fervente cattolica". Allo stesso modo, Morey ha rimarcato come questo progetto abbia più di un anno di preparazione alle spalle, con un lavoro articolato iniziato dal sui predecessore, la signora Elvira Velázquez.

CLICCA QUI PER ASCOLTARE IL PODCAST DELLA PUNTATA NUMERO 89 DI DOPPIO CLICK

Presepi dal mondo

La tradizione del presepe è dunque secolare ma ogni anno si rinnova nelle case, nelle chiese, nelle scuole e negli ospedali di tutto il mondo. Dal medioevo ad oggi, con il passare dei secoli, il presepe, come ricorda Silvia Giovanrosa nella sua scheda, si è arricchito di personaggi dal valore simbolico ben preciso. Un esempio di questo potrebbe essere quello del presepe piemontese, dove da tempo è stato introdotto il personaggio di Gelindo, un pastore un po' burbero e pasticcione. ma in fondo buono e generoso, a tal punto da cedere la sua capanna a Maria e Giuseppe per la nascita di Gesù'.

Ascolta la scheda di Silvia Giovanrosa

Il popolo polacco realizza lo scenario del presepe in carta stagnola colorata. Al centro della scena non vi è la grotta, ma un'imponente cattedrale o altri edifici dalla struttura architettonica molto complicata che possono raggiungere diversi metri. I presepi girevoli a piramide sono tipici di alcune zone della Germania. La loro caratteristica principale è quella di essere strutturati in più piani in cui vengono fissate le statuine generalmente costruite in legno. Sulla sommità della piramide è posta un'elica messa in movimento dal calore di alcune candele. Girando mette in movimento i piani e tutti si muovono in tondo davanti alla Natività. In Perù, al posto del bue e l'asinello, vi sono una pecora ed un lama a riscaldare il bambinello. Quello peruviano è un presepe colorato e ricco di rimandi alla tradizione popolare. In molti casi viene allestito all'interno di una zucca vuota. In Asia la tradizione del presepe è stata introdotta dai missionari. Il materiale prescelto è il bambù e le statuine hanno tratti somatici orientali. Anche in Africa il presepe è arrivato tramite le missioni: le statuine vengono plasmate nella creta, scolpite nell'ebano e colate nel bronzo per assumere un colore scuro mentre la statuina di Gesù è fatto d'avorio. Infine non possiamo non ricordare il presepe più alto del mondo: si trova a Cave in provincia di Roma: i personaggi sono alti circa quattro metri. Il più piccolo è stato costruito da uno sculture napoletano che lo ha posto su di uno spillo dello spessore di un millimetro: per scolpirlo si è servito di un bisturi e per dipingerlo è bastato un solo pelo di pennello...

CLICCA QUI PER ASCOLTARE IL PODCAST DELLA PUNTATA NUMERO 89 DI DOPPIO CLICK

Un museo sui presepi

A Roma c鈥è anche un museo dedicato ai presepi. Si trova nei sotterranei della chiesa dei santi Quirico e Giuditta, e per il momento è chiuso per l鈥檈mergenza Covid, ma dovrebbe aprire entro la fine dell鈥檃nno. Dal 1953, sottolinea Alessandro Guarasci nella sua scheda, è un punto di riferimento a pochi passi dal Foro Romano. Raccoglie oltre mille presepi da tutto il mondo, il Museo dedicato alla Natività che si trova sotto la parrocchia dei Santi Quirico e Giuditta, in via Tor de鈥 Conti. E sono migliaia le statue impiegate nelle rappresentazioni con i materiali più diversi. 

Ascolta la scheda di Alessandro Guarasci

Il presidente dell鈥橝ssociazione Italiana amici del presepio, Alberto Finizio, sottolinea che lo spazio espositivo non ha solo un valore artistico: "chi viene a visitare il museo resta sorpreso per le tante modalità con cui si può interpretare il presepio e vede come ogni cultura lo ha declinato secondo la propria esperienza, in base anche ai materiali di ogni territorio鈥.

La puntata numero 89 di Doppio Click è stata realizzata da Andrea De Angelis, Silvia Giovanrosa, Alessandro Guarasci e Amedeo Lomonaco.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

10 dicembre 2021, 18:00